Ecologico ormai vuol dire tutto e niente e anche i detersivi fanno parte di tutta quella schiera di prodotti che possono essere soggetti al greenwashing, la ‘lavatina di verde’ che per meri aspetti pubblicitari e di immagine vogliono rientrare nella green economy, ma che invece sono ecologici solo di facciata.

Un detersivo può essere denominato biodegradabile anche se contiene molte componenti di origine petrolchimica e di fatto non è così sostenibile come vorrebbe far credere.

Noi consumatori però abbiamo alcuni strumenti a disposizione per distinguere prodotti che sono realmente di orgine vegetale e non fossile. Ecco alcune cose da tenere presente.

Oltre a verificare che siano certificati Ecolabel e Icea, gli standard europeo e italiano più rappresentativi, è opportuno leggere l’etichetta per verificare che i tensioattivi, cioè le sostanze che con l’aiuto dell’acqua rimuovono lo sporco, non siano etossilati e contengano molecole pari di carbonio. E’ più facile a farsi che a dirsi: i tensioattivi se terminano con TH sono etossilati e quindi contengono petrolio, la C del carbonio deve avere a fianco un numero pari (pari=natura, dispari=sintesi).

Oltre a queste accortezze è buona cosa, in caso di dubbi, consultare il Biodizionario, dove troviamo una valutazione sui componenti di detersivi e cosmetici.

Altre informazioni sui detersivi ecologici le trovi su Mestieredimamma ;) .